Diffusori attivi, amplificati e passivi: quali differenze?
I diffusori passivi richiedono un’amplificazione di potenza esterna al sistema di diffusori. Quelli con amplificazione integrata la includono. Nel suo significato rigoroso, “attivo” descrive un crossover che suddivide il segnale prima che canali separati di amplificazione pilotino le diverse bande di frequenza. Un diffusore con amplificazione integrata può usare un crossover attivo oppure passivo: la sola denominazione non rivela quindi la configurazione interna, né gli ingressi e i controlli disponibili.
Pubblicato il 4 ott 2026
Due domande chiariscono le tre denominazioni
Chiediti dove si trova l’amplificazione di potenza e dove il segnale viene suddiviso in bande di frequenza. Sono due scelte progettuali distinte.
Un altoparlante è una singola unità che produce suono all’interno di un diffusore. Un diffusore a due vie gestisce le frequenze più basse e quelle più alte tramite percorsi destinati ad altoparlanti diversi. Il crossover suddivide il segnale in ingresso tra questi percorsi. Gli schemi qui sotto mostrano questa suddivisione; non rappresentano ogni possibile progetto di diffusore.
- Diffusore passivo: riceve potenza dall’uscita per diffusori di un amplificatore esterno. In un progetto convenzionale a più vie, un crossover passivo suddivide poi il segnale. Verifica quali amplificatori e collegamenti soddisfano i requisiti del diffusore.
- Diffusore con amplificazione integrata (“powered”): include l’amplificazione di potenza nel diffusore o nel sistema di diffusori. Verifica la configurazione del crossover, gli ingressi accettati e i controlli del volume.
- Diffusore attivo: nel significato rigoroso riferito al crossover usato qui, la suddivisione precede i canali separati di amplificazione di potenza. Verifica dove sono alloggiati questi stadi e come si collega il sistema completo.
Un può anche essere un . I due termini non si escludono a vicenda. Talvolta le descrizioni dei prodotti usano “attivo” semplicemente per indicare l’amplificazione integrata. Per esempio, la documentazione progettuale di Audioengine usa questa denominazione per il mobile del diffusore pur specificando la presenza di crossover passivi. Controlla la descrizione tecnica, senza affidarti solo al titolo.
Segui il segnale attraverso tre configurazioni
Questi sono esempi originali e semplificati a due vie. Ciascuno descrive un canale audio; una coppia stereo ha un canale sinistro e uno destro. Le frecce indicano soltanto la direzione del segnale. La descrizione separata della collocazione dei componenti indica quali parti condividono un mobile o un sistema. “Livello di linea” identifica il collegamento analogico prima dell’amplificazione di potenza; “livello diffusori” identifica l’uscita di quest’ultima verso il diffusore.
1. Amplificatore esterno e diffusore passivo
Sequenza del segnale: sorgente/controllo → livello di linea → finale di potenza esterno → livello diffusori → crossover passivo.
Rami degli altoparlanti: il crossover invia la banda delle frequenze più basse all’altoparlante per le frequenze più basse e quella delle frequenze più alte all’altoparlante per le frequenze più alte.
Collocazione dei componenti: il crossover passivo ed entrambi gli altoparlanti sono all’interno del mobile del diffusore. Il finale di potenza è all’esterno.
L’amplificatore invia il segnale al diffusore prima che il crossover lo suddivida. L’amplificazione esterna può far parte di un amplificatore integrato o di un sintoamplificatore; non deve necessariamente essere un finale di potenza separato. Questa sequenza è descritta nel documento di ADAM Audio sulle architetture, sezione 3.1. L’esempio illustrato nel documento è a tre vie; questo schema usa volutamente due bande.
2. Sistema di diffusori con amplificazione integrata e crossover passivi
Sequenza del segnale: sorgente/controllo → livello di linea → finale di potenza → livello diffusori → crossover passivo → rami degli altoparlanti per le frequenze più basse e più alte.
Collocazione dei componenti: l’amplificazione di potenza è inclusa nel sistema di diffusori. Non deve necessariamente essere presente in ogni mobile.
Spostare l’amplificatore all’interno del sistema di diffusori non sposta il crossover a monte dell’amplificatore. In una coppia con amplificazione integrata, l’amplificazione può trovarsi in un solo mobile e un cavo per diffusori può portare il segnale al secondo diffusore. La configurazione e il collegamento al secondo diffusore sono descritti nella documentazione di progetto e nella guida rapida di Audioengine.
3. Crossover attivo e canali di amplificazione separati
Sequenza del segnale: sorgente/controllo → crossover attivo → due uscite per le bande di frequenza.
Ramo delle frequenze più basse: uscita del crossover → relativo canale del finale di potenza → livello diffusori → altoparlante per le frequenze più basse.
Ramo delle frequenze più alte: uscita del crossover → relativo canale del finale di potenza → livello diffusori → altoparlante per le frequenze più alte.
Collocazione dei componenti: questa sequenza non specifica come siano distribuiti i componenti nei mobili. Descrive l’ordine di elaborazione, indipendentemente dal fatto che gli stadi siano alloggiati insieme o separatamente.
Qui la suddivisione avviene per prima. Il crossover può essere analogico o digitale. La denominazione “attivo” non garantisce da sola un ingresso wireless o un’elaborazione digitale. La spiegazione di Genelec sul crossover attivo descrive questa sequenza e la tipica configurazione di amplificazione a due vie.
Serve un amplificatore separato?
Per una coppia di , individua nel tuo progetto il finale di potenza esterno per i diffusori. Un amplificatore integrato o un sintoamplificatore potrebbe già svolgere questa funzione. In un sistema completo di diffusori con amplificazione integrata, l’amplificazione di potenza è inclusa: parti dagli ingressi per le sorgenti e dai controlli indicati nella documentazione.
Anche una coppia con amplificazione integrata ha bisogno di musica da riprodurre e di un modo pratico per regolare entrambi i canali insieme. Prima di acquistare un altro apparecchio, rispondi a queste domande consultando i manuali:
- Collegamento della sorgente: quale uscita della sorgente si collega a quale ingresso supportato dal sistema di diffusori?
- Volume nell’uso quotidiano: quale controllo regola l’intera coppia? I controlli sui singoli diffusori servono invece a tarare i livelli durante la configurazione?
- Funzioni specifiche della sorgente: il collegamento scelto richiede una conversione digitale o un’elaborazione phono in un altro punto dell’impianto?
- Alimentazione e collegamento al secondo diffusore: quale mobile richiede alimentazione elettrica e che cosa trasporta il segnale tra i mobili?
- Riutilizzo di un amplificatore: la sua uscita, come descritta nella documentazione, è adatta all’ingresso documentato del sistema di diffusori?
Non considerare i morsetti destinati al secondo diffusore di una coppia con amplificazione integrata come un invito a collegare un amplificatore esterno. Possono servire a collegare i due diffusori forniti insieme; la guida rapida citata vieta espressamente di collegare a questi morsetti le uscite per diffusori di un amplificatore. Consulta le istruzioni del tuo sistema specifico.
Per una visione d’insieme, consulta i componenti di un impianto hi-fi. Usa il confronto tra le funzioni degli amplificatori per individuare una funzione mancante e la guida ai collegamenti per verificare il segnale tra gli apparecchi. Queste denominazioni descrivono una configurazione; non possono dirti quale offra la migliore qualità sonora.
Fonti
- Active Crossovers — Genelec
- To be active or not to be active — architecture sections 3.1 and 4.1 — ADAM Audio
- Powered-speaker design and quickstart guide — Audioengine
Mettilo in pratica nel tuo impianto
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